> I'M STRANDED: proprio come un ragazzetto, mi metto a scrivere il testo di una canzone sul diario... mi segno la poesiola, "(I'm) Stranded" dei Saints...
Like a snake calling on the phone
I've got no time to be alone
there is some one coming at me all the time
babe I think I'll lose my mind
'cause I'm stranded on my own
stranded far from home
I'm riding on a midnight train
& everybody looks just the same
a subway light it's dirty reflection
I'm lost I don't have a direction
I'm stranded...
Look at me looking at you
there ain't a thing that I can do
you are lost your mind is a whirl
baby such a stupid girl
I'm stranded...
Livin' in a world insane
they cut out some heart & some brain
'been filling it up with dirt
do you know how much it hurts...
to be... stranded...
Stranded I'm so far from home
Stranded yeah I am on my own
Stranded why don't you leave me alone
> LE PINK REPORT: Okay, è passato qualche giorno dal 25 Aprile, tra le varie cose anche giorno della nascita e della morte del mio banchetto di limonate rosa, e devo dire che è stata un esperienza proprio forte. C'era questa manifestazione annuale con installazioni di artisti e studenti d'arte tra i sentieri nel bosco di Cison Di Valmarino (non troppo distante da Vittorio Veneto) e io, grazie alla mia amiga Valeria, sono riuscito ad intrufolarmici. Volevo fare a tutti i costi questa cosa del banchetto di limonate rosa non per pretese di rivalse artistiche pseudo-cattellanesche o simili, ma perchè avevo fatto un piccolo sogno naive e volevo trasportarlo nella realtà: qualche mese fa, infatti, ho sognato che vagavo come Enrico in un bosco enorme e deserto e ad un tratto mi imbattevo in questo malandato e solitario chiosco rosa di limonate rosa gestito da me in versione Señor Tonto. Portare alla realtà in mezzo ad un bosco un sogno alquanto criptico mi sembrava un esperimento interessante. Beh insomma, allora con del materiale riciclato e rubacchiato in giro mi sono preparato i pezzi da montare del banchetto, una sorta di oggetto componibile in stile ikea-clochard-punk-diy da assemblare con fil di ferro, chiodi e martellate (non sempre a segno). Gli altri ragazzi che facevano dei lavori nel bosco e con cui ho passato tre giorni intensi e carini assai (e, naturalmente, ho riempito le teste dei miei compari con forti dosi di chiacchiere, stupidate e aneddoti allucinanti vari!) mi hanno dato una preziosa mano nel costruire il mio stand delle limonate. La fonte di ispirazione principale per il chioschetto è da subito stato il baldacchino da psichiatra a 5 cent di Lucy nelle strisce dei Peanuts. L'ho fatto tutto rosa... con concezioni al nero per l'insegna e le scritte in stencil (con il font "Crass" come quello del logo dei Crass appunto!).
Le mie piccole performances del 25 Aprile in cui il Señor Tonto vendeva limonata rosa sono state a tratti illuminanti, una piccola lente d'ingrandimento sulla varia umanità che quel giorno passava nei paraggi. Il 99,3% delle persone che passavano per il sentiero lo hanno scambiato per un chiosco vero. Io mescevo limonate come un Señor Tonto un pò onirico, un pò malinconico, impassibile, quasi un automa...
E la gente me ne diceva di tutti i colori (principalmente in dialetto veneto), un tizio ha pagato una limonata da 25 centesimi con una banconota da 100 euri chiedendomi se avevo il resto (e io, dicendogli "i limoni sono rosa", gli ho dato il resto esatto!), un altro voleva sfasciare il banchetto davanti a me, una famiglia ha chiesto 25 limonate e uno di loro mi ha urlato "sveeeltoooo!" perchè io le versavo nei bicchieri (sempre rosa) lentamente e meccanicamente, uno mi ha chiesto se avevo del gin per correggere la limonata, una mamma ha detto "ecco le limonate del porcellino rosa", degli studenti del DAMS hanno criticato a fondo la mia azione (io del loro bofonchiare ho capito solo la parola "blanda"! Haha!), alcuni motociclisti hanno commentato che il rosa del banchetto era un bel colore per verniciare le bandine di una vespa...
Un professore dell'Istituto d'Arte di Cordenons ha detto che il mio banchetto delle limonate rosa era "puro punk contadino"! Questa definizione mi ha riempito il cuor, anche perchè di questi tempi sono assolutamente fissato con la cultura contadina del passato, yes!
Alla fine, dopo averlo fotografato per ogni suo millimetro e da mille postazioni, ho smontato religiosamente il mio lavoro rosa.
Ah dimenticavo, il nome esatto della tinta rosa del mio stand è "Violetto Erica", così c'era scritto sulla bomboletta.
Bellissima esperienza, tutta rosa!
- altre immagini pink
- scritta stencil, prima e dopo